Taravao, lunedì 10 novembre 2025

Siamo usciti di casa alle otto in punto, ma abbiamo trascorso un paio d’ore tra un negozio di ferramenta e l’altro alla ricerca di particolari strumenti che sono stati suggeriti a Mario da alcuni suoi amici. Devo dire che la loro assistenza tecnica, benché a distanza e sapientemente calibrata sulla differenza di fuso orario, risulta assolutamente fondamentale. Ultimamente, vista la frequenza delle chiamate di Mario, rispondono spesso con un pizzico di ironia, ma sempre con ottimi consigli sulle possibili soluzioni dei problemi che incontriamo. Questi scambi telefonici ci consolano, perché ci confermano che la soluzione c’è sempre, basta affrontare le questioni con la dovuta calma e gli strumenti più adeguati.

Picchiettando la chiglia, anch’essa aggredita ferocemente dalla ruggine, abbiamo fatto una triste scoperta. Fuoriesce del gasolio in corrispondenza del fondo del serbatoio che abbiamo svuotato ieri. Quello che filtra, dalla ruggine al suolo, è senza dubbio il residuo che, trovandosi sul fondo, non si riesce mai ad aspirare con la pompa, ma che sta fuoriuscendo per la presenza di un foro. 

Abbiamo posizionato a terra dei contenitori per raccogliere ciò che gocciolava, sia per misurarne la quantità, sia per evitare che si disperdesse nel terreno circostante.

Il resto della giornata, lo abbiamo dedicato allo scafo: rispetto alle prime foto scattate, la situazione è nettamente migliorata. Oltre a sapere cosa fare, ci siamo procurati i giusti strumenti. Dovremmo riuscire, nel giro di un paio di giorni, a trattare tutta la fiancata contro la ruggine per poi applicarvi un convertitore e una vernice allo zinco che fungerà da pellicola protettiva. Su quella, dovremo infine apporre dello stucco.

A fine giornata, eravamo esausti perché utilizzare l’orbitale in certe posizioni è davvero faticoso.

Taravao, martedì 11 novembre 2025

Oggi, per la Francia, è un giorno festivo, l'11 novembre si commemora infatti il giorno in cui è stato firmato l'armistizio del 1918, che ha messo fine alla Prima Guerra Mondiale.

Negozi chiusi, cantiere silenzioso e noi, desiderosi di portare avanti il lavoro sullo scafo. L'obiettivo di oggi è concludere la spazzolatura di tutta la parte alla quale è stato asportato lo stucco per applicarvi il convertitore della ruggine. Domani, dovrebbe essere la volta della pittura allo zinco.

Mario ha lavorato a lungo al sole e ad un certo punto gli ho proposto di dargli il cambio. Questo lavoro è davvero faticoso e dopo un po’ si hanno le braccia doloranti. Durante la pausa pranzo, abbiamo fatto un altro bucato e, di ritorno al cantiere, abbiamo applicato il convertitore su tutta la superficie.

È stata un’altra giornata positiva: domani parleremo con Yvan, il direttore del cantiere, per chiedergli come poter intervenire a livello della chiglia. Successivamente, io mi dedicherò alla pittura e poi, aiuterò Mario in qualche altra operazione, visto che abbiamo l’imbarazzo della scelta, lo stabiliremo al momento.

Taravao, mercoledí 12 novembre 2025

Questa mattina eravamo entrambi rallentati e siamo arrivati al cantiere verso le nove. Ancor prima di raggiungere la barca, ci siamo fermati in ufficio da Yvan, esordendo con la frase: “Abbiamo un nuovo problema”. La sua risposta è stata: “È una barca, è tutto nella norma”. 

Mi piace tutto questo ottimismo, che nel mondo in cui lavoro manca completamente. Qui ci sono solo possibili soluzioni e non ce n’è mai una sola, c’è sempre un’ampia gamma di possibilità, e questo rende più concreto e tangibile il risultato finale.

Abbiamo descritto a Yvan la scoperta del buco nel serbatoio del gasolio, in fondo alla chiglia, e la nostra repentina scelta di svuotarlo completamente, evitando di contaminare il terreno circostante o di causare esplosioni accidentali. Lui, ci ha subito fornito il piano di azione, proponendoci di fare appello ad un saldatore, che lavora da libero professionista nei dintorni e che entro un’ora sarebbe venuto in cantiere per fare un lavoro a bordo della barca di un altro cliente.

Io mi sono dedicata allo scafo: pulizia della superficie, seconda mano di convertitore e attesa che la reazione chimica sortisse il suo effetto. Mario ha cominciato ad esaminare più a fondo la chiglia, aspettando l’arrivo di Renaud, il saldatore. Verso mezzogiorno, ha cominciato a diluviare, ma di Renaud, nemmeno l’ombra. Ripassando da Yvan, mi sono fatta dare il suo numero di telefono per contattarlo autonomamente e, durante la pausa pranzo, gli ho scritto un messaggio whatsapp dicendogli di contattarci nel momento in cui potrà passare.

Nel pomeriggio, vista la pioggia, ci siamo rilassati ulteriormente e, nel momento in cui ci siamo infine decisi a ripartire, ho visto Victor venirmi incontro con il suo consueto sorriso e un’enorme noce di cocco, già preparata per essere mangiata, tra le mani. Me l’ha offerta, chiedendomi se a me e a Mario piacesse. Deve aver intuito dal mio sguardo luminoso che ne vado pazza. Questa è stata la più bella sorpresa della giornata. Mentre ho preso la noce di cocco dalle mani di Victor, gli ho chiesto se potessimo trattenerci da loro per altre due settimane, infatti il problema al serbatoio e alla chiglia, ci ha rallentato su tutti gli altri fronti. Le settimane volano e i lavori avanzano, ma davvero a rilento. Lui mi ha detto che ne avrebbe parlato ad Andréa, ma che, di sicuro, non ci sarebbero stati problemi. Ringraziandolo, sono rientrata in casa saltellando all’idea di gustarmi questa prelibatezza esotica. Io e Mario ci siamo dissetati con il latte di cocco e saziati con la sua tenera polpa.

Verso le tre del pomeriggio, abbiamo infine ripreso la strada per Taravao e ci siamo dedicati a qualche acquisto di materiale tecnico. Nel mentre, ho ricevuto un cordiale messaggio di Renaud che mi proponeva, non avendoci trovato alla barca, di vederci domani al cantiere.

Ha piovuto tutto il pomeriggio, in questi casi l’umidità è altissima e in cantiere avremmo potuto fare ben poco. Ho appena controllato il meteo di domani e, sfortunatamente, la situazione non sembra migliorare molto, ma qui è un po’ come da noi, spesso le previsioni si rivelano imprecise e, a noi, non resta che sperare che sia così.

Taravao, giovedí 13 novembre 2025

Il faticoso risveglio è stato addolcito da una buona colazione e dal messaggio di Andréa, che chiedeva di poter passare a farci visita.

Nonostante le nostre porte si trovino a dieci metri in linea d’aria l’una dall’altra, il rispetto della privacy è una questione molto importante in Polinesia, quindi ogni volta che Victor o Andréa desiderano parlarci, cercano di intercettarci in giardino oppure si annunciano chiamandoci da lontano o con dei messaggi telefonici, come questa mattina.

Sono andata incontro ad Andréa, l’ho salutata e sono rimasta colpita, ancora una volta, dalla sua gentilezza. Mi ha detto che Victor le aveva riferito il nostro desiderio di protrarre la nostra permanenza presso la loro dimora e mi ha detto che, qualora dovessimo avere un ulteriore ritardo nei lavori, potremo restare gratuitamente da loro fino al 7 dicembre. Oltre quella data, invece, non sarà più possibile, perché partiranno per le vacanze. 

Con questa bella notizia nell’aria, ci siamo recati al cantiere, per incontrare Renaud che, puntuale, è venuto ad analizzare il problema. È un ragazzo piuttosto taciturno e riflessivo, durante i suoi silenzi, pieni di un’osservazione profonda di ogni piccolo dettaglio, cercavo di capire quale potesse essere il suo stato d’animo: mi chiedevo se pensasse che quel lavoro non fosse abbastanza interessante o redditizio oppure se fosse qualcosa di troppo faticoso e complesso o, peggio, arduo a realizzare. È rimasto con noi più di venti minuti, dopo i quali, ha chiesto a Mario di smerigliare alcuni punti dello scafo perché lui potesse ripassare nel pomeriggio, misurare con un apparecchio ad ultrasuoni lo spessore della lamiera nei vari punti e farsi un’idea più precisa della situazione.

Mentre Mario si è occupato dello scafo, io ho completato un lavoro iniziato qualche giorno fa sottocoperta e ho rimosso tutti i pannelli fonoassorbenti montati intorno al motore.

Purtroppo la pioggia è ancora battente, ci siamo quindi decisi a chiudere la barca e a rientrare per dedicarci al bompresso, che abbiamo abbandonato da oltre dieci giorni, ma che aspetta con anisa di essere terminato per ritrovare il suo posto prestigioso a bordo.

 

Taravao, venerdì 14 novembre 2025

Oggi è autunno anche a Tahiti: quando la sveglia è suonata, in sottofondo c’era il frastuono provocato dalla pioggia sulla lamiera che riveste il nostro patio e una fitta coltre di nuvole che saliva dalla valle sottostante, che ci ha ricordato vagamente le nebbie della val padana.

Nonostante piovesse a dirotto, ci siamo armati di coraggio e abbiamo raggiunto il cantiere per recuperare il plexiglas da incollare nel telaio dell’oblò e per chiedere a Yvan se avesse notizie di Renaud. Quando gli ho confidato che avevo avuto l’impressione che non avesse una grande motivazione nei confronti del lavoro che gli avevamo chiesto di fare il giorno precedente, lui mi ha confermato che, trattandosi di un lavoro piuttosto complicato, la mia sensazione potrebbe essere quella buona. Purtroppo, alla mia richiesta di un’alternativa, non mi ha saputo fornire subito altri nomi e la cosa ci ha spaventati. Siamo rimasti d’accordo che lunedì, chiederemo all’azienda attigua al cantiere, che si occupa di costruire barche, se sia possibile effettuare una riparazione di questo tipo.

Siamo rientrati a casa verso le undici, ci siamo consolati bevendo un aperitivo a base di Campari, altra bottiglia riesumata dalla cantina degli alcolici del Ferraú e scampata all’inesorabile scorrere del tempo, prima di dedicarci alla guarnizione dell’oblò, prima, e alla preparazione del pranzo, poi.

Dopo pranzo, sembrava che il tempo migliorasse e siamo ripartiti, riuscendo a lavorare intensamente a livello della chiglia per un’oretta circa, trascorsa la quale, la pioggia ha ricominciato a cadere come questa mattina.

Mentre aspettavamo che lo scroscio d’acqua divenisse meno violento, abbiamo sentito la voce di Lionel e di Soraya. Questi ragazzi sono proprio gentili con noi. Ieri, in effetti, avevo scritto a Lionel, di cui ho il numero di cellulare, per ringraziarlo di averci offerto delle banane verdi, che avevamo trovato appoggiate sul timone del Ferraú arrivando al cantiere. Ho pensato a questi ragazzi perché ci avevano detto che una famiglia autoctona, ogni tanto, regalava loro dei caschi di banane e, chi ha vissuto da queste parti sa bene che, consumare un intero casco di banane in due o anche in quattro persone è assolutamente impossibile. Le banane, infatti, maturano tutte insieme e, nel giro di ventiquattro ore dalla loro maturazione, poi, cominciano a pullulare di insetti, per questo motivo e anche per evitare di gettarle sprecando del cibo inutilmente, vengono spesso offerte in dono agli amici o ai conoscenti.

Lionel, ricevendo il mio messaggio, mi ha detto che non erano stati loro, bensì Tatou e Cathy, una coppia molto cordiale che passeggia spesso nel cantiere e che risiede in Polinesia, a bordo della propria barca, per gran parte dell’anno. È stato grazie a quello scambio di messaggi che, oggi, i ragazzi sono passati a farci visita. Forse li rivedremo domani, sperando in un tempo più clemente. Avevo proposto loro di andare a fare l’as pesa in macchina, ma mi hanno detto che col gommone si arriva piuttosto vicini al supermercato e che non ci sarebbero stati problemi. Domani, verso le tredici, vorrebbero partecipare a quello che si chiama un “vide bateau”, ovvero un’operazione “svuota barca”. C’è sicuramente qualcuno che sta per rientrare in Francia e che, per evitare di sprecare il cibo della propria dispensa, che è consigliabile resti vuota in propria assenza, cucinerà vari piatti che da condividere con i barcaioli della Baie Phaeton. Si tratta di iniziative importanti in un contesto come questo, in cui instaurare amicizie con i locali risulta un’impresa davvero molto ardua, per non dire addirittura impossibile.

Lionel e Soraya, a dimostrazione della loro eccezionale cordialità, ci hanno omaggiato con alcune porzioni di un dolce fatto in barca da Soraya. È stata una bellissima sorpresa e rientrati a casa, lo abbiamo assaporato con una tazza di tè caldo, come se fosse un autentico autunno europeo anche qui.

Puunui, sabato 15 novembre 2025

Questa mattina, il tempo era addirittura peggiore rispetto a quello di ieri. Mi ero detta che me ne sarei rimasta a letto, a leggere, con la mia tazza di tè sul comodino. Sfortunatamente, questo quadretto idilliaco che si era disegnato così piacevolmente nella mia mente, si è volatilizzato nel momento stesso in cui il mio cellulare mi ha ricordato che proprio oggi, alle otto, dovevamo restituire l’auto al noleggio. Mancava soltanto una mezz’ora a quell’appuntamento, ciò che ha reso ancor più frenetico il momento del risveglio e della colazione. 

Abbiamo prorogato la restituzione della nostra piccola Suzuki e passati al supermercato per fare qualche acquisto. La pioggia era battente e la nebbia avvolgeva la montagna. Siamo passati dal cantiere, ma dopo aver recuperato alcuni oggetti, ci siamo dovuti decidere a richiudere tutto e a tornarcene a casa.

Ci siamo detti che sarebbe stata la nostra prima giornata completa di riposo da quando siamo arrivati e così è stato: abbiamo guardato la tv sul divano, pranzato con la dovuta calma, fatto un pisolino pomeridiano e continuato il relax anche in serata. 

 

Taravao, domenica 16 novembre 2025

Dopo una lunga notte di riposo, sollevando la testa dal cuscino e scrutando fuori dalla finestra, ho constatato con gioia che il tempo stava volgendo al bello. C’era una bella luce, nemmeno una nuvola e la pioggia era infine cessata.

Alzandomi, ho percepito subito un’energia che negli ultimi giorni non avevo più e mi sono sentita sollevata di poter affrontare questa nuova giornata di lavori con il giusto piglio.

Se la pioggia non farà nuovamente capolino, come dicono le previsioni, riuscirò a trattare completamente lo scafo contro la ruggine con i vari prodotti a nostra disposizione. Ogni applicazione, infatti, richiede dei tempi successivi di asciugatura, prima di passare alla fase successiva. 

Mentre Mario si è dedicato al gasolio e alla parte interna dello scafo, a poppa, io ho portato avanti con successo il lavoro all’aperto.

Rientrati a casa, abbiamo fatto una bella chiacchierata con Andréa e Victor a proposito di vari argomenti e aspetti della vita a Tahiti. È stato molto interessante scoprire alcuni dettagli sul costo della vita in Polinesia, su come sia esploso il mercato immobiliare negli ultimi quattro anni e risulti quindi estremamente difficile per i giovani acquistare una casa. Parlando di cibo, poi, ci siamo fatti consigliare alcuni posticini tipici, che proveremo nei prossimi giorni. Victor, a cui avevo parlato della nostra ricerca di un saldatore, sembra averne trovato uno, ma deve chiedergli se salda solo l’alluminio o anche l’acciaio, come serve a noi. Andréa e Victor sono davvero eccezionali e ci sentiamo fortunati ad averli incontrati, grazie a Terau.