Taravao, lunedì 24 novembre 2025

La settimana inizia con la pioggia, ma questa mattina, si tratta di una pioggerellina fine fine, che lascia ben sperare per il resto della giornata. In realtà, non eravamo molto preoccupati perché l’obiettivo di oggi riguardava il timone, un lavoro che si svolge interamente al coperto. Sfortunatamente, l’assemblaggio di tutti i pezzi non è semplice e, a causa di alcuni inghippi tecnici, non siamo riusciti a concluderlo. Riprenderemo domani.

 

Taravao, martedì 25 novembre 2025

Questa mattina, il sole ha illuminato il mio risveglio. Ho provato un’insolita gioia e un’energia che temevo fosse andata persa. Alle sette, mi sono affrettata a preparare la colazione, per poter andare prima al cantiere. Abbiamo iniziato dal punto in cui eravamo rimasti: il timone. Purtroppo, avvitare cinque viti non è stato difficile, ma avvitare la sesta della serie, ha richiesto alcune ore di lavoro. Mario è rimasto sdraiato in una posizione particolarmente scomoda per tutta la mattina, effettuando vari tentativi, mentre io gli passavo i vari attrezzi necessari. Abbiamo deciso di pranzare al cantiere per evitare di distrarci perdendo del tempo prezioso e abbiamo avuto ragione di farlo perché alla fine, Mario è stato costretto a smontare gli ultimi due pezzi e ad apportarvi una modifica con una fresa. Nel mentre, io ho rimontato l’oblò di prua e smontato quello del bagno. Avendolo già fatto, potrò gestire questo lavoro in totale autonomia, nei ritagli di tempo, mentre Mario è impegnato in qualche lavoro che non richiede che io lo assista.

Quando Mario è riuscito ad avvitare tutte e sei le viti, abbiamo tirato un sospiro di sollievo, eravamo davvero esausti. Metà del pomeriggio era già trascorso, ma dovevamo cominciare a preparare la chiglia ai vari interventi. Abbiamo calcolato circa quattro giorni di attività per intervenire come vogliamo sulla falla. Per questo motivo, prima di rientrare, abbiamo applicato il primer epossidico comprato venerdì scorso, che richiede un periodo di asciugatura di almeno una notte.

 

Taravao, mercoledì 26 novembre 2025

Anche stamattina, il sole mi ha trasmesso la forza di alzarmi di buon’ora e di recarmi al lavoro con tutta una serie di buoni propositi da realizzare. D’accordo con Mario, abbiamo iniziato dalla chiglia: uno strato di stucco per rinforzare la superficie e renderla, al tempo stesso, più regolare, in modo tale che la vetroresina vi aderisca meglio. 

Mario ha poi continuato il lavoro, mentre io sono salita in barca, decisa a scoprire da dove arrivi l’acqua che, di continuo, riempie la sentina, obbligandomi a svuotarla ogni due o tre giorni. Ho deciso di procedere empiricamente: asciugherò la sentina, poi, sfruttando questo momento di assenza di pioggia, verserò dell’acqua sui vari oblò della tuga, uno alla volta, per verificare quale o quali di essi non siano perfettamente stagni.

Oggi, siamo rientrati a casa per il pranzo, soprattutto perché dovevamo fare il bucato. Arrivando, abbiamo incrociato Victor che, in compagnia della coppia di giardinieri che avevamo già incrociato nelle settimane scorse, stava dipingendo il muro di ingresso della proprietà. Un rapido saluto e poi a pranzo, senza perdere troppo tempo.

Di ritorno al cantiere, ancora pitture epossidiche sulla chiglia, nella parte di prua, e in coperta, per ricoprire dei punti già trattati una settimana fa. Ho individuato i due punti dai quali l’acqua penetra fino alla sentina durante le abbondanti piogge. Nei prossimi giorni, rimuoverò il silicone vecchio e ne applicherò del nuovo.